Nella speranza di diventare una persona migliore...
Ragazzo con poca autostima
“Sono 20 euro!”. Il giovane mi porge un solo biglietto da 10. Dopo avergli fatto notare che dovrebbe darmi un’altra banconota da 10, mi dice testuali parole: “Oh cielo! Scusa, scusa! Sono una testa di cazzo incapace, stupido e imbecille! Ecco altri 10 euro!” - “o.O tranquillo… può succedere!”.
Donna che cerca di vendere il figlio
“Signorina, lei è così bella e brava… vorrei tanto farle conoscere mio figlio!”. Mi porge un post it con scritto il numero di cellulare del figlio: “E’ un ottimo affare!” - “Un ottimo affare? Un ottimo affare è il set di lenzuola per letto matrimoniale a 15 euro, lì, nell’angolo delle offerte!”.
Padre esaurito
“Ma la volete smettere, bambini?! Mi farete diventare tubercoloso! Povero me, cos’ho fatto di male? Signorina, cos’ho fatto di male? Io questi li ammazzo! Come capisco i genitori che uccidono i figli… quando ci vuole ci vuole!” - “O.o. Signore, c’è di peggio. Per esempio mio padre avrebbe preferito 3 figli insopportabili a un handicappato”.
Uomo porta sfiga
“Signorina, che brutta tosse!” – “Eh, lo so. Ho preso freddo!” – “Non la vedo mica bene eh. E’ bianca in viso e ha cambiato timbro di voce. Inoltre le tremano le mani… provi a tossire…” – “Coff coff!” – “Vada subito dal medico o in ospedale, la sua tosse denota un’infezione alle vie respiratorie!”. Era solo influenza… mah.
Testa di cazzo
“Cassiera, le borse che mi ha dato sembrano fatte con la stessa gomma (che poi è lattice, ma tralasciamo…) dei preservativi scadenti… e mi chiede pure 5 centesimi a borsa! Ma è matta?” – “Se vuole le borse gratis può parlare con il direttore. Se decide di comprarle può sempre riutilizzarle per proteggersi la testa… nei giorni di pioggia…”.
La coppia di zingari
Nel supermercato in cui lavoravo una coppia di zingari campeggiava nel parcheggio alla ricerca di mance in cambio di piccoli favori. Aiutavano gli anziani a portare la spesa. A fine giornata, se noi dipendenti non facevamo in tempo a sistemare tutto, ci aiutavano nelle piccole cose. Inoltre erano utilissimi: dopo aver raccolto un sacchetto pieno di monetine me li portavano in cassa per cambiarli in banconote. Non rimanevo mai senza moneta!
I cleptomani
Una era una signora. Pensionata, rompipalle, piena di soldi e tirchia che voleva semplicemente “fottere il sistema”. Rubava di tutto. Dalla carne ai formaggi. Stanchi di doverla seguire ogni volta e farci ridare le cose rubate prima che lei uscisse dal supermercato minacciando di denunciarci per diffamazione (perché la carne ci era andata da sola nella sua borsa), un giorno le abbiamo fatto fare la figura della ladra davanti a tutte le sue amiche! Voi penserete: da allora non sarà più andata a far la spesa in quel supermercato! Sbagliato! Continuava lei…
L’altro era un anziano affetto da demenza senile e… cleptomane! Ma questo rubava solo i cioccolatini davanti alla cassa (Kinder Cereali, Kinder Bueno e così via). Non potendo fargli capire che non doveva rubare, ci limitavamo a controllarlo ogni volta che si avvicinava alla cassa e puntualmente ci facevamo consegnare il bottino. Due palle.
Lo stronzo
“Arrivederci e buon Natale!”- “Arrivederci signorina, le auguro di trovare un lavoro migliore!”. Ma vaffanculo.
Il tossico
Prendeva sempre una lattina di birra scadente e la pagava con monete da 1 o 2 centesimi. Fatalità ogni volta che c’era coda. -.-
L’uomo con la sindrome di Peter Pan
Grasso, capelli a spazzola, muso da bambino arrabbiato, bracciali borchiati e magliette Walt Disney. Entrava e prendeva le patatine di High School Musical e il Chinotto. Aveva una trentina d’anni… al suo posto mi sarei uccisa.
I cinesi
Entravano a gruppi di 50. Il loro autobus turistico li scaricava nel nostro supermercato per la pausa. Potete immaginare la scena: 50 persone che parlano tra loro in cinese (un caos infernale), 50 persone che arrivano in cassa non avendo pesato la frutta, non sapendo che le borse si pagano… 50 persone che pagano con pezzi da 100 o addirittura 500 euro pur avendo moneta a portata di mano. Da suicidio.
Anziano in punto di morte
Angoscia. Lo guardo arrivare in cassa barcollante e con il respiro di uno che sta per avere una crisi d’asma. Ci metteva 10 minuti per fare 20 metri e ogni volta che arrivava in cassa, dopo la “maratona” tra le corsie del supermercato, speravo intensamente che non morisse proprio davanti a me.
Il visionario
Ogni volta che arrivava in cassa si inventava che il prezzo di uno dei prodotti che acquistava non era quello giusto perché aveva letto sul volantino che quella settimana sarebbe stato in offerta. Per correttezza dovevo andare a vedere se effettivamente c’era l’offerta. Quando gli facevamo notare che il prezzo era quello di sempre, si inventava che aveva visto uno di noi portare via il cartellino con scritto OFFERTA senza che lui se ne accorgesse. Poi ci dava dei ladri truffatori.
Rompipalle generici
Capisco FallenAngel77 quando scrive di quelli che (chissà per quale arcano motivo) disprezzano le banconote da 20 euro, dei pezzi da 500 che pretendono di farsi cambiare e di quegli individui che non hanno un minimo di pazienza! Una volta una signora mi disse: “Si sbrighi signorina, che ho fretta!”. Dopo avermi pagato la spesa, all’uscita del supermercato incontrò una sua amica e parlarono per mezz’ora! Alla faccia della fretta…
Alito micidiale
Non mancano di certo quelli dall’alito micidiale (tartaro calcificato) che ogni volta che si avvicinavano alla cassa mi venivano i conati di vomito.
Buoni PASTO
Odiavo profondamente le signore che si lamentavano quando gli dicevo per l’ennesima volta che con i buoni PASTO (lo dice anche la parola) non potevano acquistare i loro carissimi cosmetici. “Signora, lei mangia creme per la pelle e beve detersivi? Penso proprio di no, quindi non può pagare queste cose con i buoni pasto!”.
Mistero del bancomat
C’era una signora che pagava SEMPRE con il bancomat, anche quando spendeva 1 euro. Non ho mai capito perché…
Nonostante ciò, non mi è mai dispiaciuto fare la cassiera. Anzi, se capiterà lo rifarò…

Ho cancellato tutti i post che parlavano dettagliatamente della mia famiglia. Non si sa mai.
Poi ho tagliato i capelli corti. Corti come li portavo quando avevo 3 anni. Volevo cambiare. Mi sento strana, tanto strana. Ma anche “libera”. Da cosa non si sa. Forse mi sento semplicemente libera dai capelli. E non cerchiamo ogni volta significati arcani in tutte le sensazioni…
Foto pubblicata solo per far vedere IL TAGLIO di capelli e non per mettermi in mostra. Questo lo si può capire anche dalla posa statica e dalla mia faccia da culo.
Da quando ho smesso di studiare mi impegno di più nel lavoro. Beh, direi che è normale.
Ma non vedo l’ora di andare in vacanza. Anche quest’anno andrò in Croazia visto che il budget è quello che è… ma sarò in ottima compagnia J
Ieri ho avuto una crisi di nervi. Per fortuna il mio ragazzo è riuscito a tranquillizzarmi. Povero, gli ho fatto fare una figura di merda. Piangevo mentre il cameriere apparecchiava il nostro tavolo. Avevo lavorato 6 ore con le scarpe che mi facevano male ed ero nervosa perché i camerieri del locale che avevamo scelto per cenare erano lenti. Non potendo sfogare la mia rabbia sul cameriere in presenza del mio ragazzo e non potendo prendermela con lui che cercava di tranquillizzarmi, mi sono messa a piangere. Per fortuna è durato poco visto che il mio Amore così paziente e dolce ha fatto di tutto per calmarmi e farmi godere cena e serata. Però mi chiedo: perché ho reagito così? Perché me la sono presa in quel modo? Perché sono esaurita e devo cercare di calmarmi. Sono una persona normale e devo comportarmi come tale! Non sono pazza, ma se continuo a non placare la rabbia lo diventerò. Devo evitare di minacciare persone ed imprecare (rompendo i coglioni a quel povero del mio uomo) se qualcosa va storto. Posso sempre lamentarmi e farmi giustizia da sola quando non c’è lui, evitando di sprecare il nostro prezioso tempo lamentandomi delle mie disavventure. Si, farò così. E il nostro rapporto non verrà messo a dura prova per colpa delle mie crisi. Poi mi iscriverò a boxe! Ho deciso. Chissà, magari funziona.
Domani rivedrò la mia amica A. dopo mesi e mesi. Per fortuna è guarita e una bella giornata assieme ci vuole!

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- Pi Greco – il Teorema Del Delirio
- Revolutionary Road
- Vicky Cristina Barcelona
- Il Miglio Verde
- Hypercube 1, 2 e 3
- Franklin
- Uomini che Odiano le Donne
Ho deciso di ritirarmi dall’Università. Basta, fine. Risparmiatevi i commenti inutili, se ne avete. O anche no, visto che il mio blog non lo visita nessuno. Probabilmente scrivo male. Comunque non ho più voglia di studiare. I pochi esami che ho fatto li ho passati con voti alti e mi ritengo una persona intelligente. Posso anche leggere e comprendere i contenuti di un testo d’esame in tre giorni. Non lo dico per vantarmi, anzi. Non posso vantarmi di aver preso questa decisione nonostante le mie capacità intellettive. Mi è passata completamente la voglia, tutto qui. Non me ne frega niente se dovrò accontentarmi di fare la commessa o la cassiera a vita. L’importante è essere sereni, e io lo sarò. Poi conosco un sacco di persone DIPLOMATE che fanno un lavoro di tutto rispetto. Segretarie, receptionist, sportelliste Actv, ecc. Ce ne sono di lavori da fare… basta avere un po’ di fortuna! Una volta ottenuto il posto, impegno e dedizione, un buon 70% delle volte, aiutano a raggiungere i propri obiettivi. Nonostante ciò non smetterò di leggere libri, visitare mostre e musei, fotografare, ecc. Insomma, ancora oggi non so troppe cose. Mi ritengo, anche se intelligente, poco colta. Non si finisce mai di imparare, e io ho sete di sapere. Forse scriverò un libro, ma sarà un vergognoso flop. Lo capisco dal fatto che nessuno visita questo blog. Probabilmente se scrivessi meglio… ma io sono così. Sempre stata imperfetta, mediocre, intelligente ma non troppo, svogliata, non presa in considerazione. Va bene così. Anzi, non riesco a vedere la mia vita diversamente. Erika apprezzata anche da chi non la conosce bene, Erika presa in considerazione, Erika leader, ahahah! Impossibile. Rimarrò sempre nel mio piccolo mondo. Ma questo piccolo mondo cercherò di trasformarlo in un nido d’amore e felicita, evitando situazioni e persone negative. Prima o poi me ne andrò da questa casa e non dovrò più sopportare l’isteria di mia madre, i suoi sfoghi causati dall’insoddisfazione. Non dovrò più vedere mio fratello non essere in grado di fare le cose che fanno gli altri e mio padre stare male per tutto, per mia madre, per mio fratello, per sua figlia che ha deciso di smettere di studiare. Non sentirò più questo peso nello stomaco e il vuoto nell’anima. Mi prenderò cura della mia casa, coltiverò l’orto e curerò le piante, andrò al lavoro e, se avrò la fortuna e la possibilità di formare una famiglia, mi prenderò cura dei miei figli e di mio marito. Riempirò le pareti di quadri e fotografie e alla sera, prima di andare a letto, leggerò una fiaba a mio figlio. Se non avrò figli e marito la fiaba la leggerò da sola, per me. Quello che non ti ha dato la tua famiglia non potrai trovarlo altrove. L’amore dei genitori è unico e se viene a mancare non ci sono surrogati che tengano. Ti rimane un vuoto incolmabile e le cose da fare sono due: o cadi in depressione e piangi pensando a come risolvere una situazione irrisolvibile, oppure ACCETTI la situazione e cerchi di vivere al meglio, tanto nulla potrà cambiare. Io ho deciso di accettare, anche se a volte piango per ore e mi vengono delle crisi che è meglio non descrivere. Perché? Perché è più difficile dimenticare o cercare di non pensare a come vivo quando è lo stesso posto in cui abito la causa di tutto. Ma io lotto.
NUOVA COLONNA SONORA DEL MIO BLOG
COUNTING CROWS - COLORBLIND
I am colorblind,
Coffee black and egg white.
Pull me out from inside.
I am ready,
I am ready,
I am ready,
I am...
Taffy stuck and tongue tied,
Stutter shook and uptight.
Pull me out from inside.
I am ready,
I am ready,
I am ready,
I am... fine...
I am covered in skin,
No one gets to come in.
Pull me out from inside.
I am folded, and unfolded, and unfolding.
I am,
colorblind,
Coffee black and egg white.
Pull me out from inside.
I am ready,
I am ready,
I am ready,
I am... fine.
I am... fine.
I am fine.
TRADUZIONE
DALTONICO
Sono daltonico,
Caffè nero e uovo bianco.
Fammi uscire da qua dentro.
Sono pronto,
Sono pronto,
Sono pronto,
lo sono…
Una caramella appiccicosa, lingua impastata,
Balbettavo ero agitato e teso.
Tirami fuori da qua dentro.
Sono pronto,
Sono pronto,
Sono pronto,
Sto… bene…
Sono coperto di pelle,
Nessuno ha il permesso di entrare.
Tirami fuori da qua dentro.
Sono piegato, spiegato, mi sto spiegando.
Io sono,
Daltonico,
Caffè nero e uovo bianco.
Tirami fuori da qua dentro.
Sono pronto
Sono pronto
Sono pronto
Sto… bene.
Sto… bene.
Sto bene.
Il testo potrà anche farvi ridere e sembrarvi senza senso.
Ma per me ce l’ha un senso… ce l’ha eccome.
Una delle pochissime canzoni che non mi stancherò mai di ascoltare.
Io sono tra le parole, tra le righe.
Non sto qui a scrivere quanto mi ha fatto soffrire e le conseguenze che ha portato la mancanza d'amore e cure da parte dei miei.
Perché sono ancora piegata, in fondo.
Rannicchiata in posizione fetale... non riesco più a parlare di certe cose.
Non parlerò mai più di certe cose.
Chi deve sapere sa.
Non vi lascio nessun post chilometrico, nessuna emozione espressa direttamente.
Solo una canzone.
Something About Me
Indosso pantaloni larghi con maglie strette, maglie larghe con pantaloni stretti, bracciali leggermente borchiati, collane di perle colorate, scarpe col tacco, scarpe da ginnastica, Vans, Converse, Nike, Adidas, ecc. Mi piace variare.
Sono graziosa e non sopporto chi sputa per strada, rutta ed è palesemente grezzo; ma io bestemmio e dico un sacco di parolacce.
Non sopporto la gente che puzza. Negli autobus, spesso, non riesco a respirare. Ogni volta sono costretta a coprirmi il naso con un fazzoletto. I passeggeri, dopo un po’, cominciano a chiedermi perché mi copro il naso con un fazzoletto e io non mi faccio problemi a rispondere: “Signora/e, ha sentito come puzza questo/a seduto vicino a me?”. Loro mi rispondono sorridendo: “Eh, in effetti ha ragione signorina…”.
Sono la classica antipatica che chiede lo scontrino anche per un caffè. Io non ci guadagno niente, ma non trovo giusto che i proprietari dei bar si arricchiscano sulle spalle delle persone distratte. Con me non funziona. Mi devono fare la ricevuta anche per 1 euro!
Sono una persona che non si lascia fregare facilmente. Ho imparato ad essere furba. Nella maggior parte dei casi, se qualcuno tenta di imbrogliarmi me ne accorgo. Se entro in profumeria o in qualsiasi altro negozio e sono sicura di comprare un determinato prodotto e la commessa tenta di affibbiarmene uno più costoso, la liquido subito con un rifiuto secco e uno sguardo maligno. Per non parlare di quelli che tentano di vendermi servizi e prodotti a prezzi e condizioni tutt’altro che a mio vantaggio…
Se potessi, minaccerei o addirittura pesterei chiunque faccia battute sgradevoli rivolte alla sottoscritta o a qualcosa/qualcuno che le sta a cuore. Aspetto con ansia il giorno in cui una delle persone che non sopporto mi tiri per primo un ceffone così potrei dar libero sfogo alle mie perverse fantasie di squartatrice e dichiarare che è stato per legittima difesa.
Non pensate che io sia cattiva. Sono buona. Non attacco mai per prima. Ma se mi provocano vado su tutte le furie. Mi scaldo spesso, anche per cose su cui potrei passare tranquillamente sopra. So da dove viene tutta questa rabbia. Da piccola i miei compagni di classe mi facevano un sacco di dispetti e a volte mi picchiavano. Io me ne stavo zitta e buona senza dire niente. Adesso che ho la forza necessaria per difendermi, quando mi incazzo, la rabbia aumenta sempre di più, fino a farmi diventare una specie di bestia. A volte ho paura di me stessa. La mente si annebbia di ricordi e io, non potendo picchiare chi mi ha fatto incazzare, spacco tutto quello che trovo ed urlo fino allo sfinimento. Tremo anche. Poi passa.
Indipendentemente dai problemi che ho avuto con il cibo, se non mangio sono ancora più nervosa.
Sono schietta. Forse troppo, visto che mi è stato detto che a volte la mia schiettezza diventa maleducazione…
Amo il mio ragazzo e non lo tradirei mai. Non perchè io non abbia la possibilità di farlo, ma perchè lui è tutto ciò che voglio ed è COME voglio, quindi non ho motivo di cercare altro altrove. E poi, ripeto, sono innamorata di lui. Gli perdonerei tutto (o quasi) tranne il tradimento!
Capita che io riesca a pagarmi l’università senza chiedere soldi ai miei. Capita anche che mia madre mi regali 400 euro e che io, allontanando la voglia di spenderli in vestiti, apra un libretto di risparmi in posta. Capita che io e il mio ragazzo non possiamo vederci per giorni e giorni perché ha un sacco di lavoro. Allora mi sento sola, mi vengono mille paranoie. Piango, mangio, digiuno, mi peso, sdrammatizzo. Poi mi arrivano certi suoi sms e mi tranquillizzo. Dopotutto è normale, anch’io quando sono piena di lavoro gli scrivo poco o niente. Capita che non sono soddisfatta dei risultati che ottengo al lavoro. Mi sento poco creativa e alquanto incapace. Sono troppo autocritica, forse. Invece di combattere, poi, tendo ad arrendermi perché è più facile. E’ più facile dire “Ok, non so fare questa cosa e non imparerò mai a farla. Perché sforzarmi?”. Che ragionamento del cazzo. E’ che forse, in fondo, non ho voglia di fare niente. O boh, non lo so. Ho passato una vita da incapace ed ora che mi sto innalzando non mi sembra vero.
I Linkin Park avevano rotto. Ora c’è Hurt di Johnny Cash. Sto parlando del sottofondo musicale (per chi non lo avesse capito). Beh, visto che ci sono vi faccio una lista delle ultime news:
- Ho preso 28 su un esame che credevo di non aver passato.
- Per la prima volta ho allestito una vetrina con 5 manichini e tanto di materiale per il visual. E’ stato un inferno. Ho bestemmiato così tanto che mi sembrava di sentir Dio e tutti i Santi chiedere pietà. Alla fine ce l’ho fatta, soprattutto grazie all’aiuto delle vetriniste (quelle vere, io sono solo la commessa). Se non fosse stato per loro sicuramente non sarei riuscita a posizionare e appendere i display. Probabilmente posterò una foto della vetrina nei prossimi giorni.
- La mia domanda per l’indennità di disoccupazione è stata accolta. Saranno pochi soldi, ma per me qualunque cifra va più che bene.
- In questo periodo ho molta fame. Non parlo di fame nervosa, quella la riconosco, parlo di Fame. Non so da dove cavolo provenga questo bisogno di mangiare visto che non faccio molta attività fisica. Per 15 giorni avrò assunto circa 2000 calorie al giorno mettendo su “solo” mezzo chilo. Ora, però, devo darmi una regolata. Non vorrei ingrassare all’improvviso.
- Continuo a fare sogni assurdi.
- Due settimane fa sono stata a Cortina con il mio ragazzo. Siamo stati bene insieme ma abbiamo trovato pioggia, ghiaccio e vento. Immaginate la mia felicità… anche se ero contenta di stare con lui mi sono irritata. A volte sono pessima. Me la sono presa con lui perché ho dovuto prepararmi in poco tempo (alle 12 mi ha confermato la partenza per le 15) e mi è toccato stare 2 giorni senza piastra. Nonostante lui mi preferisca con i capelli ondulati io ho tenuto il muso perché mi sentivo brutta. Come se non bastasse mi ero scottata facendomi la ceretta ed ero inviperita. Eppure si vedeva appena la bruciatura. E’ che quando sto con lui voglio dargli il meglio e se mi sento uno schifo non ci riesco.
- Sono andata al cinema a vedere State of Play. Film un po’ lungo e con alcune scene noiose, ma molto interessante. Ve lo consiglio.
- Vorrei andare in vacanza con il mio ragazzo ma non ho soldi. Sto lavorando, ma ho un contratto di 16 ore settimanali (altrimenti non riuscirei a studiare) e i pochi soldi che prendo devo ridarli ai miei che mi hanno prestato più di 1.500 euro. Sono circa tre stipendi da riscuotere e dare a mia madre. Con i soldi che ho ora riuscirei a pagarmi solo l’aereo.
- A volte mi prende lo sconforto. Penso che in fondo ho una vita di m****. Devo lottare e tenere duro per avere cose che gli altri ottengono schioccando le dita. Ogni volta che voglio fare qualcosa e mi convinco di farla, c’è sempre qualcosa o qualcuno che mi mette i bastoni fra le ruote. Devo vivere in una casa che non sopporto, con persone che non sopporto. Non sto qui a scrivere perché. Sarebbe troppo impegnativo e stasera, come sempre, non voglio pensare. Voglio fare finta di niente. Voglio lasciar correre. Se no piango, piango e non smetto più. Poi mi prende l’emicrania e mi bruciano gli occhi. Meglio fare il muso duro e fumarmi una sigaretta. Meglio fare un sospiro e chiudere gli occhi.
- A fine giornata mi guardo allo specchio e vedo un volto stanco e provato. Mi stanco facilmente. Mi basta lavorare più del solito, anche un’ora in più, per distruggermi. Sono debole anche se mangio per due. Dove la metto l’energia del cibo? Forse dovrei prendere il famoso Be-Total plus (eletto prodotto dell’anno 2009). Qualcuno di voi lo ha provato? E’ efficace?
- Ho assaggiato i nuovi cracker ai frutti di bosco Vitasnella. Gli ingredienti non mi convincono ma le calorie sono relativamente poche (57 kcal a cracker) e sono buonissimi. Sanno di strudel e non sembrano per niente dietetici. Ve li consiglio!
- Ci sarebbe altro da scrivere ma… va beh lasciamo perdere, tanto è sempre la solita storia.